Croce Blu Cosenza, dalla cura delle persone al cucire relazioni

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Alzi la mano chi non conosce la Croce Rossa Italiana: plebiscito di mani levate. E la Croce blu? Questo ente è meno noto della “sorella maggiore”, ed è stato fondato il 9 settembre 1997, con il nome di “Pubblica Assistenza Volontari del Soccorso Valle Elvo”, a Donato, un paese dell’Alta Valle Elvo in provincia di Biella in Piemonte, ad opera di sei soci fondatori, che avevano prestato la loro opera in una sezione staccata della Croce Bianca del Canavese, operante sul confine tra le province di Biella e Torino. «I principi ispiratori di questa realtà sono arrivati anche nel cosentino in Calabria a Castrolibero», spiega il responsabile della Croce Blu Gianfranco Medaglia.

Anche nel cuore delle iniziative della Croce Blu cosentina c’è la presa in carico sanitaria degli abitanti del territorio: «Innanzitutto realizziamo i trasporti di emergenza-urgenza sanitaria, ci sono poi i viaggi per privati cittadini che necessitano del trasporto, ad esempio per la dialisi, o anche con disabilità fisiche importanti, ma siamo attivi anche presso le case di riposo della vallata e in generale ci occupiamo spesso degli anziani del territorio. Soprattutto quelli soli o con i parenti che vivono lontani». In questo servizio costante alla comunità in ambito sanitario, svolgono un ruolo fondamentale i nostri volontari che dopo un corso di formazione, «coprono i turni di emergenza anche nel fine settimana e qualche notte – aggiunge il referente della Croce Blu di Castrolibero -, mentre per i trasporti durante la settimana, i volontari sono disponibili a rotazione per i servizi ordinari su prenotazione».

L’azione svolta dall’associazione di volontariato cosentina, considerate le peculiarità e specificità della propria costituzione, ha un notevole impatto nelle comunità di riferimento: «La nostra associazione infatti va oltre le tradizionali attività di soccorso e cura. Siamo presenti negli eventi pubblici organizzati come servizio di protezione civile e assistenza e il nostro è un presidio non solo sanitario, ma anche di “guardia” delle fasce deboli della popolazione. Ormai siamo diventati un punto di riferimento per la comunità nella quale abbiamo la sede operativa, ovvero il Comune di Castrolibero. Non a caso – aggiunge Medaglia – è stata stipulata una convenzione con l’amministrazione pubblica, la quale, vista l’opera meritoria dell’associazione, ha concesso l’utilizzo di un immobile comunale quale sede operativa».

Le molteplici attività di carattere socio-sanitario e di protezione civile svolte, sono un punto di riferimento di notevole importanza per i cittadini radicatasi ancora di più durante la

situazione di emergenza sanitaria legata alla pandemia Covid-19.

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