“La casa di tutti” – Incontro formativo con Antonella Agnoli sul ruolo delle biblioteche pubbliche di base, come militanza per la costruzione di individui socialmente consapevoli
di prolocomonrealeaps
La consapevolezza dello squilibrio territoriale in materia di consumi culturali ci ha portati ad elaborare il progetto Open Library – Poli Educativi alla Lettura, che punta a creare comunità dialoganti a partire dalle biblioteche: cioè ad ampliare e diversificare i servizi offerti, in maniera da superare un’idea statica di biblioteca legata solo al prestito e alla consultazione.
Per una simbolica casualità proprio il 24 marzo, giornata nazionale per la promozione della lettura, Open Library ha incontrato a Palermo, nella biblioteca decentrata di Villa Trabia, una persona che è punto di riferimento per le biblioteche pubbliche di base e su quanto gira intorno a libri e lettura, Antonella Agnoli.
Dal 1977 al 2000 Antonella Agnoli è stata la fondatrice e direttrice della biblioteca di Spinea (Venezia); dal 2001 ha progettato la biblioteca comunale di Pesaro, di cui è stata direttore scientifico sino al 2008. In seguito ha collaborato al progetto scientifico-culturale di numerose biblioteche, divenendo interlocutrice privilegiata per tutto un movimento che punta a trasformare le biblioteche in “pronto soccorso culturale” del territorio valorizzandone le risorse; ha inoltre svolto una intensa attività di formazione dei bibliotecari ed è stata consulente di numerosi Comuni.
Per Open Library incontrare Antonella Agnoli è un’occasione speciale, che porta a osservare i disagi d’ogni giorno confrontandoli con l’esperienza umana e professionale di una persona che conosce ogni aspetto della vita delle biblioteche, da quelle sgarrupate del nostro Meridione a quelle del Nord europeo, portate ad esempio anche nel suo ultimo libro La casa di tutti, che abbiamo donato alle biblioteche partner. Abbiamo invitato Antonella Agnoli perché le sue parole ci possono rafforzare in un’operazione indispensabile, allargare gli orizzonti per rendere possibile il cambiamento anche nelle biblioteche del nostro Sud: partiamo da situazioni in qualche caso molto critiche ma puntiamo a trasformarle, perché possano diventare parte dei servizi di base indispensabili alla comunità.
La giornata formativa si è articolata in due momenti, al mattino l’intervento di Agnoli e nel pomeriggio lavori di gruppo.
La relazione di Antonella Agnoli parte dalla biblioteca e dalla constatazione che oggi non esiste un luogo altrettanto importante e anche altrettanto vulnerabile: la biblioteca del nostro Sud è in genere poco frequentata ed è legata soprattutto al prestito e alla consultazione. Magari è ricca di libri ma gli orari sono limitati, è aperta quando gran parte dei suoi potenziali utenti sono a scuola o al lavoro. Facilmente diventa quindi una presenza muta, ignorata da quegli stessi cittadini che potrebbero trarne grande beneficio.
Perché la biblioteca possa svolgere la funzione di “pronto soccorso culturale” deve cambiare e diventare luogo dove le persone possono stare insieme, fare cose insieme. Possono ritrovarsi in biblioteca ma non devono per forza leggere un libro. Nelle biblioteche in giro per l’Europa si fanno laboratori di ogni tipo, dal corso di cucito a quello di yoga, le biblioteche sono un luogo libero dove ognuno può esprimere se stesso. Sono “casa” per quei ragazzi che si ritrovano assieme, dove possono anche giocare e rilassarsi mentre imparano delle cose, mentre si dedicano ad attività che sembrano lontane dai libri ma intanto stanno là, in quella “casa dei libri” che è diventata anche casa loro: ne abbiamo bisogno soprattutto nel nostro territorio, dove la dispersione scolastica è molto alta e i ragazzi rischiano sempre di ripercorrere scelte che li confinano nella marginalità sociale.
Antonella Agnoli chiama le biblioteche a una scelta di militanza culturale in nome della cittadinanza attiva e invita i bibliotecari a chiedersi “quale contributo posso dare? Quali sono le povertà di questo territorio e cosa posso fare?”
La biblioteca “casa di tutti” è gratuita e promuove salute, benessere, cultura: è dimostrato che le persone che stanno assieme si ammalano meno, quindi il primo obiettivo diventa stringere alleanze col territorio e lavorare sulle famiglie, sulle scuole. Nella biblioteca “casa di tutti” non si va solo a prendere un libro in prestito ma perché è un luogo di uguaglianza prezioso, dove si sta bene, è un luogo che educa alla partecipazione. E quando ci si sente parte di una comunità si diventa cittadini partecipi e responsabili.
Siamo lontani dalle biblioteche del Nord d’Europa ma, proprio dove tutto è ancora da fare, le biblioteche possono aspirare a essere il luogo della rigenerazione sociale. Tanti ostacoli non dipendono certo dalle biblioteche ma anche loro devono mettersi in discussione: a cominciare da piccole cose, con cambiamenti che non costano niente ma che simbolicamente si riappropriano dello spazio rendendolo più accogliente ed empatico.
Nel pomeriggio i gruppi di lavoro sono stati chiamati a riflettere sui possibili cambiamenti e sulle competenze oggi necessarie per chi lavora in biblioteca.