Impronte a Sud si aggiudica il Premio IN/ARCHITETTURA 2023

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Un riconoscimento che da valore ulteriore al progetto Impronte a Sud e al lavoro di recupero e restituzione alla collettività del bene confiscato di Via Possidonea, 53, è quello che giunge con la menzione speciale del Premio IN/ARCHITETTURA 2023 dell’Istituto Nazionale di Architettura, consegnato a Cosenza a Palazzo Arnone al Consorzio Macramè, quale committente, agli architetti Marina Tornatora e Ottavio Amaro con il laboratorio Landscape_inProgress, che hanno progettato l’intervento, e alla cooperativa sociale Casa di Miryam, materialmente impegnata nella ristrutturazione dell’edificio con le sue maestranze.

La premiazione a Palazzo Arnone a Cosenza.
Tornatora, Gratteri, Amaro, Carrozza, Pensabene.

La motivazione dell’assegnazione del Premio

Per l’importante valore simbolico e civile del progetto architettonico e dell’azione etica e politica che ne hanno permesso l’attuazione. Il fabbricato confiscato alla criminalità organizzata, concesso dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria al Consorzio Macramè, rinasce a nuova vita attraverso un processo partecipato e condiviso di progettazione, realizzazione e gestione. Il manufatto recupera i caratteri tipologici originari, una nuova misurata distribuzione interna, si apre e si racconta alla città con le parole della bellezza, estetica ed etica, ritrovata.

A consegnare il Premio nelle mani del Presidente del Consorzio Macramè, Gianni Pensabene, e al già direttore Giuseppe Carrozza, insieme agli architetti Tornatora e Amaro, è stato Nicola Gratteri, magistrato già procuratore della Procura di Catanzaro oggi a capo della Procura di Napoli e figura di spicco nella lotta alla ‘ndrangheta.

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“LaTerrazza” spazio recuperato dopo la demolizione di un volume abusivo. ph Armando Perna per Laboratorio Landscape_inProgress

Trasformare i luoghi per migliorare la società

I Premi Nazionali IN/ARCHITETTURA sposano una visione illuministica dell’architettura intesa come disciplina che abbraccia la società a tutto tondo, capace di trasformare e migliorare la società e che appartiene a un sapere che sta a fondamento della nostra vita, individuale e collettiva. Ed è quello che è accaduto in Via Possidonea, 53, dove un edificio stile liberty, oggetto della maxi confisca a Gioacchino Campolo, re dei videopoker, è oggi un hub di riferimento per servizi e attività di welfare 2.0, luogo di incontro per le realtà del terzo settore.

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ph Armando Perna per Laboratorio Landscape_inProgress

Le parole ostinate di Impronte a Sud

Il rivestimento in corten dell’edificio è molto più di una semplice insegna, è una vera e propria installazione di un manifesto permanente: democrazia, partecipazione, lotta alle mafie, comunità, sono solo alcune delle parole che riempiono il lettering, con un effetto meridiana di ogni parola sulle pareti, in un gioco di luci e ombre che muta nelle varie ore della giornata. E ancora parole come incontro e prossimità si leggono sotto lo sfondo del cielo, a restituire una naturale connessione tra luoghi e persone.

Sfoglia le immagini del progetto architettonico, i disegni e i rendering cliccando qui.

 

 

 

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